Curiosità sui piatti del nuovo menu Alpen Chalet

Il nostro nuovo menu è caratterizzato da forti toni montani, con richiami alla tradizione e l’utilizzo di materie prime del territorio. All’Alpen Chalet amiamo far assaggiare ai nostri ospiti le specialità della cucina locale, preparate con i prodotti del luogo, per portare a tavola i sapori più autentici ed identitari.
All’Alpen Chalet amiamo far assaggiare ai nostri ospiti le specialità della cucina del territorio, preparate con i prodotti del luogo, per portare a tavola i sapori più autentici ed identitari che rendono le nostre montagne un luogo da scoprire ed apprezzare. Per questo motivo, il nostro nuovo menu è caratterizzato da forti toni montani, con richiami alla tradizione e l’utilizzo di materie prime del territorio.






Capù, tradizione e leggenda


Tra i sapori della tradizione inclusi nella nostra proposta di menu si trovano i capù, ovvero degli involtini di verza tipici delle valli bergamasche, diffusi principalmente in Val Seriana e in Val Brembana. Il piatto è composto da fagottini di foglie novelle di verza in umido, con un ripieno povero composto da pane e formaggio tipico. Il nome della pietanza è probabile derivi dalla pettinatura femminile detta talvolta in bergamasco capù, ossia la crocchia, per l'evidente somiglianza della forma. Il nome in bergamasco significa anche "cappone" e la relazione è spiegata da una breve leggenda.

Si racconta che un bambino di una povera famiglia contadina si lamentava continuamente perché i genitori vendevano i capponi ai signori ricchi, mentre loro non potevano mai addentare tale prelibatezza. La madre, stanca di vedere il figlio triste, prese una pallina di ripieno molto saporito ma privo di carne e l'avvolse in una foglia di verza, la fece bollire e quindi la presentò al figlio. Fu così che nacquero i capù.






La formaggella di Scalve


Un ingrediente che non potevamo non includere all’interno del nostro nuovo menu è la formaggella di Scalve. Fortemente identitaria e versatile, dà carattere a primi e secondi piatti ed è perfetta da assaporare così com’è nel nostro orologio orobico.
La Formaggella di Scalve è un tipico formaggio lombardo. Presenta forti analogie con le formaggelle prodotte nelle Valli adiacenti, sebbene siano descritte da disciplinari diversi. All’esterno, il formaggio si presenta morbido con una colorazione bianco-grigia; internamente è morbido e la densità della pasta varia a seconda del periodo di maturazione. Al gusto appare leggermente acido ma comunque piacevole (le formagelle più acide sono quelle prodotte in estate quando il foraggio fresco di montagna è ricco di acidi grassi), ed è un formaggio a pasta semicruda. La formaggella della Val di Scalve è arrivata seconda alle olimpiadi del formaggio in Germania nel 2007.






I licheni in cucina


La provincia di Bergamo è una di quelle lichenologicamente meno note della Lombardia, pur essendo una di quelle che presentano la maggiore diversità ambientale – geologica, climatica, altimetrica, vegetazionale – ed estensione territoriale. La Val di Scalve, con le sue numerose foreste e montagne incontaminate, è un ottimo luogo per valutare la biodiversità fungina e lichenica.

I licheni sono degli organismi vegetali nati dalla simbiosi tra un fungo e un’alga: questo permette loro di sopravvivere in ambienti difficili. Si trovano infatti anche in luoghi inospitali come la roccia o, ad esempio, le regioni polari. Ciò che molti non sanno è che, come altre erbe spontanee, sono commestibili. A Schilpario, i licheni si mangiano da sempre: venivano raccolti, essiccati e poi, nelle serate invernali, sbollentati. Tradizionalmente erano serviti tiepidi con un’insalata di patate, a volte con dello stoccafisso prima bagnato e poi cotto in acqua bollente. Il segreto consiste nell’aggiungere una parte acida, come aceto di mele o balsamico, per smorzare la loro gradevole nota amara. La consistenza è croccante e piacevole per il palato.




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10 mesi fa
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